Barone Bipolare

Una stupefacente narrazione

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Nella narrazione sbrodolata di sé, il competitivo e non-competente, giammai nato, risulta in grado di raccontarsi, e di centrarsi, solo attraverso apposito strillìo, teso ad osannare le di lui velleità produttive. Nel suo verbo, nessuna traccia di défaillance alcuna o di garbate inettitudini. Nel suo volto, quel disperato sforzo di simular intelligenza: colui che ha deciso di uccidere il Destino, defecando in faccia agli Dei, vomita ad alta voce perché e percome di ogni suo agire, incoronandosi così ennesimo prodotto avariato, da supermercato.

– Mon beau chien, mon bon chien, mon cher toutou, approchez et venez respirer un excellent parfum acheté chez le meilleur parfumeur de la ville.- Et le chien, en frétillant de la queue, ce qui est, je crois, chez ces pauvres êtres, le signe correspondant du rire et du sourire, s’approche et pose curieusement son nez humide sur le flacon débouché ; puis, reculant soudainement avec effroi, il aboie contre moi en manière de reproche.- Ah ! misérable chien, si je vous avais offert un paquet d’excréments, vous l’auriez flairé avec délices et peut-être dévoré. Ainsi, vous-même, indigne compagnon de ma triste vie, vous ressemblez au public, à qui il ne faut jamais présenter des parfums délicats qui l’exaspèrent, mais des ordures soigneusement choisies.- C.Baudelaire

La Boétie o della Pop Alienazione

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Se davvero un giorno volessimo liberarci dal giogo sempre più opprimente di una tirannia, sarebbe forse opportuno non solo contrastarla, ma comprendere a fondo quei meccanismi che in passato ci hanno spinto a tollerarla od addirittura desiderarla. Qualsiasi forma di autoritarismo o totalitarismo non potrà infatti che fondarsi sulla passività di noi cittadini. E’ il conforto dell’abitudine a mantenerci in posizione servile, oltre a quelle distrazioni indotte che irrimediabilmente ci hanno allontanato da qualsiasi velleità di ribellione. Rinunciamo alle nostre libertà in modo disarmante. E lo facciamo più facilmente rispetto agli animali, che almeno, prima di trovarsi costretti ad obbedire, cercano di battersi fino all’ultimo per non perdere la loro indipendenza. E così ci snaturiamo, accettando persino di rinnegare i nostri valori ed i nostri principi, calpestando le nostre coscienze, in nome di un’obbedienza cieca e folle, verso poche persone.

La Boétie o della Pop Alienazione

Sono riflessioni estremamente lucide e di un’attualità sorprendente, quelle di Étienne De La Boètie, nel suo Discours de la servitude volontaire.

E quel tiranno da abbattere non potrebbe verosimilmente oggi assumere le sembianze di un Capitale-Dealer, che attraverso il feticismo della merce e la sollecitazione permanente degli acquisti, dispensa a noi cittadini-consumatori uno smisurato eccesso di piaceri, divertimenti e riconoscimenti artificiali, in nome di sacrosanti profitti destinati ad una sempre più stretta oligarchia neoliberista?

Non è dunque forse la nostra stessa società assuefatta e nevrotica ad auto-alienarsi?

Se desiderate approfondire il concetto di servitù volontaria:

Étienne de La Boétie, Discours de la servitude volontaire, Mille et une nuits, 1997 

Il fu umano

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Il fu umano, pluriomicida del proprio intelletto, è uomo-merce in saldo perenne, che promuove virile se stesso, per restare al passo del Nulla e delle Nullità. Oh, che sublime sensazione quella dell’essere scelto! Ogni volta un breve sussulto di orgasmo, un trillo innevato di morte. Al solo grido di: Negotium!

Nous sommes à une époque où les hommes n’arriveront jamais à perdre assez de temps pour conjurer cette fatalité de passer leur vie à en gagner • J. Baudrillard