Barone Bipolare

Gordon Matta-Clark, la resurrezione del quotidiano

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È un’anarchitettura, quella di Gordon Matta-Clark, che ambisce a disvelare uno stato d’animo, senza autocelebrarsi in semplice visione statica.

Gordon Matta-Clark, la resurrezione del quotidiano

GORDON MATTA-CLARK, Office Baroque, 1977

Attraverso i cosiddetti bulding cuts (veri e propri sezionamenti di edifici abbandonati, prossimi alla distruzione), l’immagine si esalta nel ricomporre lo spazio, liberando per sempre l’Umano dalle geometrie invasive di un ordine sociale imposto.

In Gordon Matta-Clark. Anarchitecte (fino al 23 Settembre 2018, presso il Jeu de Paume, all’1 di Place de la Concorde), il luogo si trasforma così in oggetto d’arte, il gesto teatrale si contrappone alla distruzione, esortandoci a rinascere ogni giorno, abbandonando per sempre qualsiasi velleità di isolamento. 

•Il catalogo della mostra

Il sole dell’otium

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Arriverà mai quel giorno in cui, sotto i raggi abbaglianti della lucidità, cesseremo di misurare la nostra Vita in base all’Utile ed ai risultati conseguiti, abbandonando finalmente il forsennato culto della produttività a tutti i costi? 

Il sole dell'otium

Non è forse l’otium, in contrapposizione all’ideologia del fare, la più efficace forma di ribellione al sistema di pensiero imposto dalle classi economiche dominanti? 

An Apology for Idlers (1877), breve pamphlet di Robert Louis Stevensonnon può non metterci in guardia ancor oggi su quali seri rischi possa incorrere la nostra intelligenza, se sottomessa a sciocche pressioni sociali, leste ad imporre la ricerca del successo personale come unica ed intrinseca necessità evolutiva della specie umana.

Se desiderate approfondire il concetto di otium:

•Robert Louis Stevenson, Elogio dell’ozio, La Vita Felice, 2008

•Paul Lafargue, Il diritto alla pigrizia, Massari Editori, 1996

•Bertrand Russell, Elogio dell’ozio, TEA, 2012

•L. Anneo Seneca, Sull’ozio, La Vita Felice, 2015

•Tom Hodgkinson, L’ozio come stile di vita, BUR, 2006

Nuccio Ordine, L’utilità dell’inutile. Manifesto, Bompiani, 2013

La Boétie o della Pop Alienazione

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Se davvero un giorno volessimo liberarci dal giogo sempre più opprimente di una tirannia, sarebbe forse opportuno non solo contrastarla, ma comprendere a fondo quei meccanismi che in passato ci hanno spinto a tollerarla od addirittura desiderarla. Qualsiasi forma di autoritarismo o totalitarismo non potrà infatti che fondarsi sulla passività di noi cittadini. E’ il conforto dell’abitudine a mantenerci in posizione servile, oltre a quelle distrazioni indotte che irrimediabilmente ci hanno allontanato da qualsiasi velleità di ribellione. Rinunciamo alle nostre libertà in modo disarmante. E lo facciamo più facilmente rispetto agli animali, che almeno, prima di trovarsi costretti ad obbedire, cercano di battersi fino all’ultimo per non perdere la loro indipendenza. E così ci snaturiamo, accettando persino di rinnegare i nostri valori ed i nostri principi, calpestando le nostre coscienze, in nome di un’obbedienza cieca e folle, verso poche persone.

La Boétie o della Pop Alienazione

Sono riflessioni estremamente lucide e di un’attualità sorprendente, quelle di Étienne De La Boètie, nel suo Discours de la servitude volontaire.

E quel tiranno da abbattere non potrebbe verosimilmente oggi assumere le sembianze di un Capitale-Dealer, che attraverso il feticismo della merce e la sollecitazione permanente degli acquisti, dispensa a noi cittadini-consumatori uno smisurato eccesso di piaceri, divertimenti e riconoscimenti artificiali, in nome di sacrosanti profitti destinati ad una sempre più stretta oligarchia neoliberista?

Non è dunque forse la nostra stessa società assuefatta e nevrotica ad auto-alienarsi?

Se desiderate approfondire il concetto di servitù volontaria:

Étienne de La Boétie, Discours de la servitude volontaire, Mille et une nuits, 1997