Barone Bipolare

Gli eterni schiavi di Manderlay

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Stati Uniti. Anni Trenta. Grace, figlia ribelle di un gangster, è in viaggio con suo padre. Durante il tragitto si imbatte per caso in Manderlay, sperduto agglomerato nel quale ancora vige incredibilmente il regime della schiavitù. La giovane donna, animata dai più alti ideali progressisti e ben convinta che solo un regime democratico possa rappresentare il migliore degli universi possibili, decide di imporne in loco usanze e Gli eterni schiavi di Manderlaycostumi, non disdegnando a tale scopo l’utilizzo massiccio della forza. Il suo disegno si rivelerà assolutamente nefasto, divenendo impresa pressoché impossibile quella di riuscire ad incidere sulla forma mentis di una popolazione da troppo tempo oppressa e per questo fortemente disumanizzata. 

Lars Von Trier, in questa sua crepuscolare fiaba, ci induce a riflettere su come la democrazia, attraverso la corruzione di esseri umani poco inclini alla libertà, possa inaspettatamente tramutarsi in tirannia. Siamo davvero così sicuri che la massima fra le nostre aspirazioni sia quella di essere dei liberi cittadini? Non siamo forse invece più naturalmente inclini ad una rassicurante sottomissione, noi eterni e fragili bambini svuotati di ogni tipo di coscienza, facilmente impressionabili e genuflessi di fronte all’ideologia politica corretta del Progresso Spettacolare?

Registi del nulla

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Non ci resta che andare a frugare di nascosto nella variopinta dispensa del Capitale, per ritrovare in saldo qualche copia sbiadita delle nostre emozioni. Per Lui, senza alcuna esitazione, abbiamo rinunciato ai nostri veri sogni, rinnegato il nostro intelligere, tramutandoci in bestie insofferenti verso gli altri animali da circo. A Lui, non paghi di tutto ciò, abbiamo deciso persino di regalare il nostro sistema nervoso, urinando sui nostri diritti. Ma che cosa ci interessa allora? Da eccelsi registi del nulla, solo rappresentare una Vita, che purtroppo, oramai, da tempo immemore non è più là.

Ainsi donc, puisque tout être pourvu de sentiment sent le malheur de la sujétion et court après la liberté ; puisque les bêtes, même faites au service de l’homme, ne peuvent s’y soumettre qu’après avoir protesté d’un désir contraire, quelle malchance a pu dénaturer l’homme — seul vraiment né pour vivre libre — au point de lui faire perdre la souvenance de son premier état et le désir de le reprendre? ● É. De La Boétie

Le trasgressioni dell’Estremo Centro

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La trasgressione dell'Estremo CentroPolitiques de l’extrême centre (Lux Éditeur, 2016), è il nuovo e brevissimo saggio di Alain Deneault, filosofo canadese e docente di Scienze Politiche all’Université de Montréal, già autore di Gouvernance: le management totalitaire (Lux Éditeur, 2013) e del più recente La médiocratie (Lux Éditeur, 2015), ora riuniti in uno stesso volume, sempre a cura della medesima casa editrice.

Ed è proprio attraverso lo strategico concetto di Estremo Centro che il Capitale cerca definitivamente di spazzare via una buona volta per tutte quella per lui sin troppo problematica dialettica Destra-Sinistra. Colui infatti che si collocherà all’Estremo Centro potrà godere dell’innegabile privilegio di potersi definire in primis come entità razionale e pragmatica e perciò felicemente al di là sopra di ogni contingenza. Vestendo così questo trasgressivo (dal latino trans-gredire, che va al di là) abito, la politica, sia essa di destra o di sinistra, potrà facilmente realizzare l’unico programma oggi possibile : quello del Capitale. Una serie di misure economiche in realtà estreme ed inique, che si troveranno ad apparire come assolutamente necessarie, inevitabili, ragionevoli. Di fronte alle quali sarà generosamente concesso di indignarsi, purché non venga a scatenarsi alcuna effettiva reazione da parte del popolo, costretto a consumarsi solo in un infinito e castrante Spettacolo delle emozioni.

Se desiderate approfondire e conoscere da vicino l’illuminante pensiero di Alain Deneault:

 • Politiques de l’extrême centre, Lux Éditeur, 2016

 • La médiocratie : Précédé de Politique de l’extrême centre et suivi de “Gouvernance”. Le management totalitaire, Lux, 2016

• Faire l’économie de la haine – Douze essais pour une pensée critique, Les Editions Ecosociété, 2012

• Paradis fiscaux et souveraineté criminelle, La Fabrique Editions, 2010