È un’anarchitettura, quella di Gordon Matta-Clark, che ambisce a disvelare uno stato d’animo, senza autocelebrarsi in semplice visione statica.

Gordon Matta-Clark, la resurrezione del quotidiano

GORDON MATTA-CLARK, Office Baroque, 1977

Attraverso i cosiddetti bulding cuts (veri e propri sezionamenti di edifici abbandonati, prossimi alla distruzione), l’immagine si esalta nel ricomporre lo spazio, liberando per sempre l’Umano dalle geometrie invasive di un ordine sociale imposto.

In Gordon Matta-Clark. Anarchitecte (fino al 23 Settembre 2018, presso il Jeu de Paume, all’1 di Place de la Concorde), il luogo si trasforma così in oggetto d’arte, il gesto teatrale si contrappone alla distruzione, esortandoci a rinascere ogni giorno, abbandonando per sempre qualsiasi velleità di isolamento. 

•Il catalogo della mostra