Barone Bipolare

Gordon Matta-Clark, la resurrezione del quotidiano

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È un’anarchitettura, quella di Gordon Matta-Clark, che ambisce a disvelare uno stato d’animo, senza autocelebrarsi in semplice visione statica.

Gordon Matta-Clark, la resurrezione del quotidiano

GORDON MATTA-CLARK, Office Baroque, 1977

Attraverso i cosiddetti bulding cuts (veri e propri sezionamenti di edifici abbandonati, prossimi alla distruzione), l’immagine si esalta nel ricomporre lo spazio, liberando per sempre l’Umano dalle geometrie invasive di un ordine sociale imposto.

In Gordon Matta-Clark. Anarchitecte (fino al 23 Settembre 2018, presso il Jeu de Paume, all’1 di Place de la Concorde), il luogo si trasforma così in oggetto d’arte, il gesto teatrale si contrappone alla distruzione, esortandoci a rinascere ogni giorno, abbandonando per sempre qualsiasi velleità di isolamento. 

•Il catalogo della mostra

Cattelan, classico fuori dal tempo

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Ha recentemente installato un water in oro massiccio nei bagni pubblici del Guggenheim Museum di New York, allo scopo di denunciare le profonde disuguaglianze della società americana. In questo momento le sue opere più conosciute si concedono il lusso di poter dialogare fra loro, contaminando gli spazi e gli arredi classici di uno splendido hôtel particulier risalente al diciottesimo secolo.

Cattelan, un classico fuori dal tempo

Maurizio CATTELAN, Him, 2001

Not Afraid of Love (fino all’8 Gennaio 2017, presso la Monnaie de Paris all’11 del Quai Conti) non dovrà certamente essere considerato come sfarzoso tributo ad una luminosa carriera, ma come riuscitissima e rinnovata narrazione di sé. Maurizio Cattelan, dopo aver colonizzato negli anni il nostro immaginario collettivo, incarnando alla perfezione il momento, oltrepassa qui le unità di tempo e di azione, alla conquista di nuove significanze. E’ lo sguardo del pubblico, infatti, ad essere da sempre elemento decisivo di ogni sua opera d’arte, permettendogli di innalzarsi al di sopra della più innocua, seppur sconvolgente provocazione. Ed è così che la grande scalinata ed i saloni di un Palazzo vengono finalmente abitati dalla semplice paura di essere al mondo e di poter morire, dal vuoto, dal paradosso, da un ripetuto e dolce questionarsi sul doppio, rievocando con ferocia la commovente disumanizzazione della nostra società.

• Il catalogo della mostra

Kehinde Wiley e la reinvenzione dell’Invisibile

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Kehinde Wiley e la reinvenzione dell'Invisibile

Kehinde WILEY, Madonna and Child, 2016

In Lamentation (fino al 14 Gennaio 2017, presso il Petit Palais, situato in avenue Winston Churchill), Kehinde Wiley felicemente prosegue nella sua esplorazione dell’iconografia religiosa, trattando le figure del Cristo e della Vergine. Storia dell’arte e cultura di strada giocano a contaminarsi, spingendosi a ridefinire un’inedita grammatica sociale, grazie alla quale coloro che da sempre hanno vissuto ai margini della società risulteranno essere abbaglianti protagonisti nelle rappresentazioni del potere. Epoche ed universi sino ad oggi in assoluta antitesi, riusciranno così a dialogare con sorprendente naturalezza. Tanto da giungere a chiedersi, non senza un lieve senso di smarrimento : è forse così saldo il confine tra autentico e falso, nella gestazione di una qualsivoglia identità culturale?

• Kehinde Wiley : A New Republic