Barone Bipolare

Le trasgressioni dell’Estremo Centro

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Le trasgressioni dell'Estremo CentroPolitiques de l’extrême centre (Lux Éditeur, 2016), è il nuovo e brevissimo saggio di Alain Deneault, filosofo canadese e docente di Scienze Politiche all’Université de Montréal, già autore di Gouvernance: le management totalitaire (Lux Éditeur, 2013) e del più recente La médiocratie (Lux Éditeur, 2015), ora riuniti in uno stesso volume, sempre a cura della medesima casa editrice.

Ed è proprio attraverso lo strategico concetto di Estremo Centro che il Capitale cerca definitivamente di spazzare via una buona volta per tutte quella per lui sin troppo problematica dialettica Destra-Sinistra. Colui infatti che si collocherà all’Estremo Centro potrà godere dell’innegabile privilegio di potersi definire in primis come entità razionale e pragmatica e perciò felicemente al di là sopra di ogni contingenza. Vestendo così questo trasgressivo (dal latino trans-gredire, che va al di là) abito, la politica, sia essa di destra o di sinistra, potrà facilmente realizzare l’unico programma oggi possibile : quello del Capitale. Una serie di misure economiche in realtà estreme ed inique, che si troveranno ad apparire come assolutamente necessarie, inevitabili, ragionevoli. Di fronte alle quali sarà generosamente concesso di indignarsi, purché non venga a scatenarsi alcuna effettiva reazione da parte del popolo, costretto a consumarsi solo in un infinito e castrante Spettacolo delle emozioni.

Se desiderate approfondire e conoscere da vicino l’illuminante pensiero di Alain Deneault:

 • Politiques de l’extrême centre, Lux Éditeur, 2016

 • La médiocratie : Précédé de Politique de l’extrême centre et suivi de “Gouvernance”. Le management totalitaire, Lux, 2016

• Faire l’économie de la haine – Douze essais pour une pensée critique, Les Editions Ecosociété, 2012

• Paradis fiscaux et souveraineté criminelle, La Fabrique Editions, 2010

Lo sguardo di Baudelaire

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Antoine CHAZAL (1793-1854), Le Yucca gloriosa fleuri en 1844 dans le parc de Neuilly, 1845

Antoine CHAZAL (1793-1854), Le Yucca gloriosa fleuri en 1844 dans le parc de Neuilly, 1845

Tu m’as donné ta boue, et j’en ai fait de l’orL’oeil de Baudelaire(fino al 27 Gennaio 2017, presso l’incantevole Musée de la vie romantique, ubicato al 16 di rue Chaptal) ci induce a riflettere sul senso di quella controversa e preziosa definizione di moderna bellezza, forgiatasi nel tempo attraverso lo sguardo baudelairiano. Concorrono a questa ideale modernità un centinaio fra dipinti, sculture e stampe, evocate dal nostro poeta durante il suo impulsivo agire di critico d’arte, senza celare una spiccata predilezione per Delacroix Romanticismo.

Tirer l’éternel du transitoire. L’opera d’arte moderna dovrà necessariamente connotarsi per la sua capacità di fissare nelle pieghe di un disegno tutto cio’ che potrà apparire transitorio e fuggitivo del momento presente, divenendo essa stessa l’essenza di quel presente. Attraverso una ripetuta estetizzazione del quotidiano, finirà dunque per manifestarsi una naturale resistenza a quel funereo mondo consumato e consumabile, dove le merci sono costrette a rinnovarsi all’infinito, senza la benché minima tregua, e dal quale anche l’arte è chiamata prepotentemente a difendersi.

• Il catalogo della mostra

Non solo interpretare

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Valentina Sanseverino ha generosamente scherzato con me, in Non solo interpretare.

Valentina possiede un gatto bianco, con gli occhi di colore diverso ed un nome improbabile. Si perde spesso nei suoi ricordi, e per questo si muove ad un ritmo molto più lento rispetto a quello dell’umanità. Vorrebbe essere l’acrobata transessuale di un circo argentino, o forse una cantante lirica.