Barone Bipolare

Il sole dell’otium

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Arriverà mai quel giorno in cui, sotto i raggi abbaglianti della lucidità, cesseremo di misurare la nostra Vita in base all’Utile ed ai risultati conseguiti, abbandonando finalmente il forsennato culto della produttività a tutti i costi? 

Il sole dell'otium

Non è forse l’otium, in contrapposizione all’ideologia del fare, la più efficace forma di ribellione al sistema di pensiero imposto dalle classi economiche dominanti? 

An Apology for Idlers (1877), breve pamphlet di Robert Louis Stevensonnon può non metterci in guardia ancor oggi su quali seri rischi possa incorrere la nostra intelligenza, se sottomessa a sciocche pressioni sociali, leste ad imporre la ricerca del successo personale come unica ed intrinseca necessità evolutiva della specie umana.

Se desiderate approfondire il concetto di otium:

•Robert Louis Stevenson, Elogio dell’ozio, La Vita Felice, 2008

•Paul Lafargue, Il diritto alla pigrizia, Massari Editori, 1996

•Bertrand Russell, Elogio dell’ozio, TEA, 2012

•L. Anneo Seneca, Sull’ozio, La Vita Felice, 2015

•Tom Hodgkinson, L’ozio come stile di vita, BUR, 2006

Nuccio Ordine, L’utilità dell’inutile. Manifesto, Bompiani, 2013

Il Barone Bipolare alla Sorbonne Nouvelle

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Il Barone Bipolare alla Sorbonne NouvelleMaster Pro ICFI (Industries Culturelles France-Italie), tramite il Département d’Études Italiennes et Roumaines, invita il Barone Bipolare all’Université Sorbonne Nouvelle-Paris 3.

Gerardo Maffei, philosophe-anartiste, già autore di Silvio’s Glam Democracy (Éditions du Félin, 2012), illustrerà finalità ed azione culturale del Barone Bipolare, neonato progetto editoriale indipendente.

L’incontro (in lingua francese) si terrà mercoledì 30 Novembre 2016 dalle 17 alle 19 presso la salle D23, nell’ambito del Festival Italie Nouvelle, al 13 di Rue Santeuil, sede dell’Università medesima.

The age of anxiety, una controstoria americana

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29 Ottobre 1929 : crolla la Borsa di New York. Milioni di americani si ritrovano ben presto a vivere in condizioni di estrema indigenza, perdendo la loro dignità. È la fine di un sogno. Una caduta vertiginosa. Una crisi senza precedenti che si protrarrà sino agli inizi della Seconda guerra mondiale ed in cui un popolo è costretto a riconsiderare la propria esistenza. Laddove il progresso non eccita più, diverrà dunque possibile esercitare uno sguardo critico su quei rapporti di classe che inesorabilmente determinano le sorti di ogni Paese.

The age of anxiety, una controstoria americana

Joe JONES, American Justice, 1933

La peinture américaine des années 30, The age of Anxiety (fino al 30 Gennaio 2017 presso il Musée de l’Orangerie, al Jardin des Tuileries) ci mostra un’arte a forti tinte sociali, chiamata a ripensare una società completamente svuotata di identità e valori, ai tempi della cosiddetta Grande Depressione. Tra visioni angoscianti di un passato schiavista e corpi tormentati dal Capitale, tra potenti rievocazioni di nature feconde e cinema dai mille colori, fioriscono gli anticorpi di un’eterogenea controcultura americana, capace di reagire alle frustate di un sistema economico.

• Il catalogo della mostra