Un padre sta per recarsi in carcere a visitare la giovane figlia, che attende di essere processata per aver provocato un incendio mortale in un palazzo della cité dove i due si erano stabiliti, dopo essere miracolosamente fuggiti dalla loro terra di origine : l’Africa. “Je n’ai jamais oublié que nous sommes ici non pour y être heureux mais parce que là-bas nous n’aurions tout simplement pas vécu“. In Feu pour feu (Actes Sud, 2014), il crudo e sorprendente linguaggio poetico di Carole Zalberg riesce ad impadronirsi chirurgicamente del reale, emozionando non poco. Un’ode all’umanità e alle sue sofferenze, un’inattesa illuminazione per comprendere a fondo il dramma di chi si trovi costretto per sopravvivere ad abbandonare le proprie terre e le proprie radici. Feu pour feu è stato insignito del Prix Litterature Monde 2014.

Carole Zalberg è nata nel 1965 e vive a Parigi, dove scrive romanzi, poesie e canzoni. Dal 2012 è amministratrice della SGDL (Société des Gens et des Lettres), di cui nel 2014 diviene segretaria generale. È autrice di sette romanzi, tra cui À défaut d’Amérique, vincitore del Prix Métis des Lycéens 2013. Ha partecipato anche a diverse raccolte collettive tra cui : De B à Z (le GREC, Université de Bari, 2007), Le geste et la parole des métiers d’art (le Cherche-Midi, 2004), Collection irraisonnée de préface à des livres fétiches, sous la direction de Martin Page et Thomas B. Reverdy (Intervalles, 2009) et Marc Molk : Ekphrasis, (Editions Label Hypothèse, 2012). Alcune delle sue poesie figurano nell’antologia Les jeunes poètes français et francophones (Jean-Pierre Huguet Editeur, 2004) e in un’antologia della poesia francese curata da Jean Orizet (Cherche Midi, 2004). Ha pubblicato anche libri per l’infanzia e l’adolescenza : il suo Lana est partie ha vinto nel 2008 il Grand Prix SGDL du Livre Jeunesse. Scrive su Vents Contraires e sulla Revue des Ressources, oltre ad animare numerosi ateliers di scrittura e svariati incontri con autori alla libreria La Terrasse de Gutenberg.

Incontro Carole al Café Rey (1, rue de Faubourg Saint-Antoine), dove mi concede in esclusiva assoluta la sua prima intervista destinata al pubblico italiano.

 Da dove nasce l’ispirazione di Feu pour Feu ?

La poesia dell'umano

Due sono stati gli elementi ad avermi profondamente ispirato per questo romanzo : il primo è un vero e proprio fatto di cronaca avvenuto a Parigi e risalente a più di dieci anni fa. Quattro ragazze, di cui due minorenni, dettero fuoco alla cassetta delle lettere del loro condominio. L’incendio poi fatalmente si estese a tutto l’immobile, provocando molti morti, tra cui purtroppo anche dei bambini. Ricordo che all’epoca non rimasi solamente sconvolta per il numero delle vittime, ma anche e soprattutto dall’incredibile sproporzione esistente tra un puro gesto adolescenziale e le drammatiche conseguenze da esso prodotte. Qualcosa di molto forte è rimasto nel mio cuore e mi sono detta che da tutto questo un giorno sarebbe potuto nascere un libro. In realtà mancava ancora un tassello per completare l’opera. Quattro anni fa è stata infatti un’immagine in particolare ad avermi colpito durante gli sbarchi dei naufraghi a Lampedusa : quella di un neonato salvato miracolosamente dalle acque e che passava di mano in mano. Mi è sembrato qualcosa di molto bello, emozionante, per certi versi biblico, come un battesimo. Mi sono subito chiesta quale sarebbe stato il destino che avrebbe atteso questo essere umano e se e come sarebbe stato accolto in Europa. In seguito i misteri dell’ispirazione hanno fatto sì che collegassi il fatto di cronaca di qualche tempo prima a questa creatura, immaginando che sarebbe stata proprio lei quindici anni dopo insieme ad altre ragazze ad appiccare il fuoco ad una cassetta delle lettere. Ed ecco la storia di Adama e di suo padre. Così è nato Feu pour Feu. 

Come arriva a manifestarsi la tua scrittura ?

La fase di gestazione di un romanzo può essere molto lunga ed essere innescata veramente da qualsiasi genere di accadimento : un volto incrociato per strada, un ricordo quasi impercettibile… C’è un momento poi in cui riesco a scrivere una prima frase che sento ben risuonare dentro di me e che mi permetterà di scrivere senza sforzo le prime sei o sette pagine del libro. Dopo potranno passare dei mesi o addirittura degli anni prima che io riprenda in mano la situazione, restando assolutamente serena perché so che tutto è là e rileggendo quelle prime frasi quel tutto andrà a svilupparsi e a rimettersi magicamente a posto. Ogni mio libro è profondamente diverso nella sua musicalità. Io lavoro così, in maniera intuitiva e organica e per Feu pour Feu è successo qualcosa di ancora più particolare. Non era previsto infatti che si materializzasse in alcun modo la voce di Adama, ma è sopraggiunto un momento in cui essa non ha potuto fare a meno di imporsi. Ho avuto un estremo bisogno di ascoltarla, desiderando che venisse ad intersecarsi con quella del padre, lacerandola. Ammiro enormemente il modo in cui questa ragazza riesce ad esprimersi. La vitalità del suo linguaggio non può che rendermi ottimista per il futuro dei nostri figli. Fino a quando essi infatti saranno capaci di conservare questa adrenalinica abilità nel giocare con i nomi, recuperandoli dalle lingue straniere, dall’argot, per poi rimescolarli insieme, remixandoli, come se fossero della buona musica, non potremo che coltivare delle ottime speranze per il proseguio delle loro vite.

Come ti rapporti alla società odierna ?

È un fenomeno un po’ strano : in effetti più ho l’impressione che il mondo si disperi, più mi sento assetata di gioia. L’altro giorno un mio caro amico, che in questo momento sta affrontando un periodo certamente non facile della propria esistenza, è riuscito a scrivermi una delle cose più belle che qualcuno mi avesse mai detto : ” Carole, vorrei che tu mi insegnassi a vivere. Si direbbe che ogni giorno tu viva un nuovo amore.” Ho pianto molto dopo aver letto il suo messaggio, perché è proprio così che mi sento ogni mattina. Più il tempo passa e più la gioia prende il sopravvento nella mia vita, forse perché mi sento finalmente ben posizionata, forse perché riesco ad ascoltarmi sempre di più, forse perché ho la sensazione di essere meno preoccupata dello sguardo che proviene dagli altri. Tutto ciò avviene naturalmente e non volontariamente : la gioia cresce in me proporzionalmente alla penombra. Non esiste alcuna sorta di spiegazione per questo mio stato, ma ne sono ben lieta, perché altrimenti penso che semplicemente… non vivrei.

Parlaci di L’invention du désir, un altro tuo romanzo che mi ha fatto impazzire. E che trovo assolutamente e dannatamente teatrale.51lc4zx69ql-_sx195_

L’invention du désir è l’unico dei miei testi che si immerge nella luce dall’inizio alla fine, cercando di cogliere e restituire l’enfasi amorosa nell’attesa dell’incontro dell’altro. Adoro questo romanzo perché proviene totalmente da me e posso tranquillamente paragonarlo per l’energia che emana dalla sua scrittura proprio a Feu pour Feu. È stato per me un vero momento di grazia ed un grande regalo. Un piccolo libro che a quanto pare è arrivato a toccare molte persone, che in alcuni casi sono quasi arrivate a volermene, accusandomi addirittura di aver raccontato la loro personale storia, sostenendo di come esse sarebbero state le uniche ad aver potuto provare determinate sensazioni ! È stato davvero esaltante per me essere riuscita a mettere in parole ciò che molti hanno sentito in determinate circostanze.

Devo però segnalare di non approvare nella maniera più assoluta le illustrazioni che si accompagnano al libro. Cerco di spiegarmi meglio : Chemin de Fer è senza dubbio una casa editrice fantastica che conoscevo e seguivo da tempo e che da sempre pubblica i propri libri in un combinato di testo e immagine, in una sorta di ispirato dialogo. In base a questo meccanismo, ad ogni autore viene proposto un illustratore. Nel mio caso, ero rimasta felicemente colpita da Fréderic Poncelet, dopo averne visionato l’opera. Ho dato di conseguenza il mio ok. In seguito però non ho avuto alcuna possibilità di controllo sul materiale da lui prodotto per il libro. Questa è sempre stata la regola generale, d’altra parte. Quando ho ricevuto le prime immagini ero sconvolta. Esse nel loro onanismo erano e sono semplicemente agli antipodi di ciò che ho raccontato. La ricerca del desiderio infatti non ha niente a che vedere con la gioia dello stesso che per me rappresenta solamente un esito finale.

Mi fai venire in mente il divino Gide.“Chaque désir m’a plus enrichi que la possession toujours fausse de l’objet meme de mon désir”. Che ne è del desiderio e dell’erotismo oggi ?

Carole Zalberg e Gerardo Maffei

Carole Zalberg e Gerardo Maffei

Io non ritengo affatto che sia scomparso, l’importante  è sapere bene dove andarlo a cercare. Basterà l’incrocio di due sguardi, basterà uno scambio di qualcosa che sia ancora vivo. Si potrà certamente respirare molto erotismo, per fare un esempio,  all’interno della Nuit Debout. Ci sarà per forza del desiderio che circola in questa folla estremamente eterogenea e gioiosa. Come avrai capito, non appartengo a quelli che sostengono come te che il mondo non produca più desiderio. A volte abbiamo la tendenza a nasconderci e a rinchiuderci in noi stessi,  forse perché è il desiderio stesso a renderci fragili. Sarà sufficiente aprirsi un po’ per essere costantemente attraversati da mille emozioni e continuare a far vibrare i nostri corpi.

Il nostro incontro purtroppo finisce qua. Grazie a Carole Zalberg per la sua potente sensibilità e per la sua straordinaria freschezza. Sono basito dal fatto che in Italia la sua opera non sia mai stata neanche lontanamente tradotta e mi batterò strenuamente per questo. Per il momento sono felice di avervela fatta conoscere.

La traduzione dal francese all’ italiano di questa intervista è a cura di Gerardo Maffei.

Se desiderate scoprire ed esplorare l’opera di Carole Zalberg:

• Feu pour feu, Actes Sud, 2014 ( Prix Littérature Monde 2014)

• L’invention du désir, Actes Sud, 2010

• A la trace : Journal de Tel Aviv, Intervalles, 2016

• Chez eux, Babel, 2015

• Mort et vie de Lili Riviera, Babel, 2014

• Entre autres, Editions Jérôme Million, 2013

• A défaut d’Amérique, Actes Sud, 2012 (Prix Métis des Lycéens 2013)

• L’illégitime, Editions Naïve, 2012

• Et qu’on m’emporte, Albin Michel, 2009

• La mère horizontale, Albin Michel, 2008

Se invece vivete o siete di passaggio a Parigi, per godere di questi ed altri libri non dovete far altro che recarvi presso La Libreria (89, Rue du Faubourg Poissonnière), dove la splendida Florence Raut vi accoglierà, dispensandovi ottimi consigli. Vivrete così un’esperienza unica, oltre a sostenere nel migliore dei modi possibili la vera cultura.