Barone Bipolare

Ed Van der Elsken o della Vita urgente

Leggi
Ed Van Der Elsken o della Vita urgente

Ed VAN DER ELSKEN, Territoires des yakusas, Kamagasaki, Osaka, 1960.

Je me réjouis de la vie, je ne suis pas compliqué, je me réjouis de tout. L’amour, le courage, la  beauté. Mais aussi le sang, la sueur et les larmes. Garde les yeux ouverts. È senza dubbio un’opera consacrata all’urgenza di vita, quella di Ed Van Der Elsken. Un avvincente processo esistenziale dove, in una sorta di autenticità indotta, la trascendenza del quotidiano esalta l’Umano, annientando ogni tipo di convenzione sociale. 

Ed Van Der Elsken o della Vita urgente

Ed VAN DER ELSKEN, Jumelles sur la place Nieuvmarkt, Amsterdam, 1956.

Con La Vie Folle (fino al 24 Settembre 2017 presso il Jeu de Paume, all’1 di Place de la Concorde), l’Altro si tramuta in necessario ed iconico antieroe nel cui corpo esitante vorremmo annullarci per sempre, dimenticando quell’oggi sbiadito e non certo ricolmo di empatia ed illusioni. E così, mentre divampa l’incendio di una provocata verità, la passione si cristallizza, dipingendosi in un accecante affresco dark-generazionale.

Un’Altra Vita è sempre possibile, per tutti noi, indomiti soldatini dell’auto-rappresentazione, e forse la più grande follia abiterà proprio in quel lusso esagerato di sé, ai margini da troppo tempo.

Il catalogo della mostra

Willy o della monarchia di sé

Leggi

Willy o della monarchia di séÀ Caudebec, j’irai. Avoir un appartement, j’en aurai un. Un scooter, j’en aurai un. Des copains, j’en aurai. Et j’vous emmerde! Liberamente ispirata alla vita del suo attore principale, Willy 1er è una commedia nera, pura esplosione di ribellione tardiva, in cui si narra il sorprendente viaggio iniziatico di un cinquantenne analfabeta, deciso finalmente a battersi per l’indipendenza dalla propria famiglia, in seguito al suicidio dell’adorato fratello gemello.

A metà strada tra realismo sociale e divertissement grottesco, oscillando tra fiction e documentario, il lungometraggio è stato selezionato a Cannes 2016 dall’Association du cinéma indépendant pour sa diffusion (ACID) ed ha vinto il Grand Prix du Film Culte del Festival International du Film Culte 2016 di Trouville-sur-Mer, oltre ad essere insignito del prestigioso Prix d’Ornano al Festival du Cinéma Américain de Deauville 2016. 

I quattro giovani co-registi, Ludovic e Zoran Boukherma, Marielle Gautier e Hugo P. Thomas, già diplomati all’École de la Cité di Luc Besson, Willy o della monarchia di séci offrono uno sguardo spensierato ed impietoso su quei non-luoghi a sfuocata interazione sociale, scientemente omessi dalla narrazione neocapitalista, dove ogni prospettiva di futuro è da sempre bandita. E dove Willy, nonostante tutto, riuscirà a diventare assoluto monarca di se stesso, distruggendo virilmente il suo doppio.

Food Coop e la ricerca dell’utopia concreta

Leggi

In America è triste consuetudine che i supermercati, paradossalmente anche nelle periferie più povere, offrano cibi industriali e quasi mai freschi, a prezzi veramente esorbitanti, nonostante la profonda crisi economica. Divenuta da subito istituzionale alternativa alla grande distribuzione, la Park Slope Food Coop è una cooperativa alimentare partecipativa, nata più di quarant’anni fa a Brooklyn, Food Coop e la ricerca dell'utopia concretagrazie alla quale 17.000 soci, in cambio di circa tre ore lavorative al mese, riescono ad approvvigionarsi con prodotti di ottima qualità, in condizioni decisamente favorevoli rispetto al mercato e nel più assoluto rispetto della natura. Il tutto registrando un volume d’affari annuale pari a ben 19,4 milioni di dollari!

Food Coop, documentario di Tom Boothe (prodotto da Lardux Film con il sostegno di CNC, Région Île-de-France e Télé Bocal), si immerge minuziosamente nei meccanismi di questa microsocietà dai seducenti principi anti-capitalisti.Food Coop e la ricerca dell'utopia concreta Un progetto ad alto potenziale sovversivo, in cui spicca la salutare condivisione di un bene comune da parte di esseri umani capaci ancora di agire ed immaginare orizzonti altri. E nel quale ognuno si manifesterà, scevro da ogni possibile impulso di competizione, riassaporando nella piena socialità l’autentica gioia di vivere.